Da Napoli a Caserta

Dopo Napoli, direzione il nord, attraverso questa zona di triste riputazione : la Terra del Lavoro. Ne avevo sentito parlare tante volte a proposito di affari camoristici e di emergenza rifiuti che ero un po’ inquieto di avventurarmi da queste parte. Ma anche curioso di vedere la realtà. Communque mi ero preparato mentalmente a percorrere questa immensa zona periferica. Da Napoli, salgo per Capodimonte, passo per il bosco dove respiro un po’ d’aria fresca prima di riscendere in una valle dell’altro lato. Poi cominciano i palazzi. È vero che c’è una bella quantità di rifiuti nelle strade, ma -anche se è triste – ormai sono abituato e nemeno mi fa impressione. Passo vicino Scampia ma nessuno viene a darmi fastidio. Ovviamente la zona è brutta, ma come qualsiasi periferia di grande città. Come al solito il più pericoloso sono le strade non adatte per le bici. Devo passare un’immensa rotonde per lasciare Napoli e ritrovarmi nel prima comune limitrofr, Arzano. Gli stessi palazzi brutti. Ma vedo un pannello “centro”. Per curiosità faccio n giro per andare a vedere questo centro e mi ritrovo in un’atmosfera totalmente diversa, con delle case antiche a 1 piano, una bella chiesetta, come un’paese di campagna. Infatti è il paese di campagna ch’era Arzano che è rimasto tale quale, anche se ora circondato dai palazzi. Ed è piutosto carino. E vedo la stessa cosa a Frattamaggiore e Sant’Arpino, ben lontano di quello che imaginavo. Arrivo a Succivo dove ho appntamento con il circolo Legambiente. Qui, la stessa cosa: mezzo ai palazzi, il centro paese preservato, con alcune bici parcheggiate davanti alle case. Francesco mi porta fino alla sede del circolo. Un campo! Miracolo! Un pezzo di campagna. Ho raggiunto il limite dell’agglomerazione napoletane. Anche se questo limite sta allontanandosi perché ci sono costruzioni ovunque. Ma ecco, mezzo a questo pezzetino di campagna preservato un enorme casale antico. E li si trova la sede di Legambiente Succivo. E forse non è un caso se giustamente qui è stata preservata la campagna : è l’opera di Legambiente che ha fatto una denuncia contro il commune per bloccare nuove costruzioni intorno a questo casale antico e spingere la soprintendenza dei beni culturali a mettere un vincolo. Potete imaginare che il comune ha molto appreziato… Il circolo di Succivo si chiama la Vite e il Pioppo per ricordare un’antico modo di coltivazione della vite, tipico della zona : facevano crescere la vite direttamente sugli alberi di pioppo. Poi si raccoltava l’uva con una scala fino a più di 5 metri di altezza. Questo modo di coltivazione è ormai quasi scomparso con l’avanzare dell’urbanizzazione. Di fronte a questa urbanizzazione selvaggia, lo scoppo del circolo è di salvagardare il patrimonio sia architetturale che culturale per mantenere un’identità essenziale al territorio. Si mobilizzano anche per la creazione di un parco pubblico su un terreno abbandonato, hanno uno sportello informazione sull’energia rinovabile e fanno molte animazioni nelle scuole grazie ai ragazzi del Servizio Civile. Nonostante la pioggia, vado con la bici nella scuola elementare del paese vicino di Sant’Arpino per parlare di mobilità sostenibile ai bambini. Sono interessati, e anche le insegnanti. I bambini sono molto carini.
Nel pomeriggio dovrei andare a Caserta, solo distante di 20 km, ma la pioggia non si ferma. Aspetto sperando che si calmi ma invece radoppia di intensità. Alla fine del pomeriggio mi rassegno a prendere il treno. Come al solito, il mio carrellino fa problemi per il controllore. Sto negoziando con lui quando arriva Francesco, della FIAB di Caserta. Vedendomi in difficoltà se la prende con il controllore spiegando io sono un francese che sta facendo il giro d’Italia con la bici e che lui dovrebbe farmi bon accoglienza in posto di rimprovermi per n povero carrellino. Ma la sua argomentazione non funziona tanto bene, anzi, il controllore vole adesso butarci tutti due del treno. Ma alla fine il treno parte e il controllore se ne va a controllare altre cose.
Quando si arriva a Caserta, l’atmosfera è totalmente diversa. Ci si sente lontano di Napoli anche se ne siamo solo a 30 km. Le strade sono piuttosto calme, con pochi motorini. Addirittura ci sono delle zone pedonale! Con le decorazioni di Natale, le strade lastricate bagnate, il freddo, sembra proprio una cittadina dei dintorni di Parigi. Potrebbe quasi essere Versailles, non solo per la Reggia, ma anche per questa atmosfera. Ma Francesco mi spiega che se la strada è pedonale, è solo temporaneo per lavori. E dopo un’angolo ci troviamo davanti a una montagna di rifiuti. Siamo sempre in Campania.. La città si trova in piena emergenza rifiuti. Per una ragione molto semplice : non ci sono più discarica. Pensiamo ai uomini politici molto intelligenti che hanno aspettato che le discariche siano piene prima di chiedersi che cosa fare dopo. Giustamente Francesco mi porta al Municipio. Ci sono alcuni assessori che mi danno il benvento. Poi passa anche il sindaco. Senza presentarsi viene a me e mi chiede se ho dei figli. Un po’ stupito gli dico di no. E lui mi chiede se io avessi dei figli dove li metterei, sul portabagagli? E lui se ne va.. Alla fine qualcuno mi spiega ciò che ha voluto dire: Io viaggio con la bici perché non ho nient’altro da fare ma farei meglio di fare una famiglia e di gadagnare soldi per badarmi di loro.. Davanti a questa bella visione della vita del signore sindaco, vorrei rispondere che forse se più personne facessero come me, ciò passare un periodo della sua vita a scoprire il mondo e la realtà, a incontrare altra gente, a capire, piuttosto che fare una famiglia a 20 anni e poi scoprire il mondo dalla tv, forse le cose cambierebbero.
Così in posto di badarmi dei figli che non ho, durante 2 giorni vado a vedere quelli degli altri, nelle scuole, a fare le mie animazioni sulla mobilità sostenibile. Prima nella scuola media del quartiere Primavera con le classe di Tina, e poi nella scuola elementare dove insegna Teresa. Tina e Teresa sono delle maestre che hanno trasformate le loro classe in classe per l’ambiente e fanno regolarmente delle animazione ambientali con Legambiente. L’accoglienza nella scola di Teresa è particolarmente impressionante. I bambini mi accolgono con delle poesie che hanno scritto loro, del tipo :
“Se con Youri la bici userai,
Il pianeta salverai”
Gli alunni sanno già tutto di me. Hanno stampato i miei racconti dal mio blog e addirittura le professoresse le fanno studiare la grammatica correggendo le mie errori di ortografia… Faccio il gioco dei trasporti ma sono bravissimi. Quando chiedo quale mezzo di trasporto è il più veloce, rispondono tutti la bici, perché nel traffico passa davanti alle macchine.. Poi facciamo una bella merenda, le loro mamme m’hanno preparato dei dolci. E andiamo a visitare l’orto didattico della scuola. Ogni classa ha adottato un albero. Il loro è un leccio. Vado poi nelle altre classe. Anche li mi hanno fatto dei disegni. Mentre finisco di parlare un bambino viene a cercarmi perché una mamma ha portato un’altro dolce e devo andare a assaggiarlo! Continuo così tutta la mattinata. Alla fine regna nella scuola un’atmosfera di follia. Tutte le classe scendono per vedermi partire con la bici. I bambini cominciano a cantarmi delle canzoni. Sono venute delle delegazioni delle scole media e superiore. Anche l’assessore alla mobilità. Tutti mi salutano. I ciclisti della FIAB che sono venuti a cercarmi per portarmi in giro per Caserta si chiedono che cos’e quest’atmosfera pazzesca. Partiamo con la bici e i bambini si mettono a correre dietro di noi salutandoci… Incredibile! Non ho mai visto un tale entusiasmo. Viva la bici!
Per finire la tappa a Caserta, un gruppo di ciclisti mi porta fino alla famosa Reggia. Entriamo con la bici. Si passa sotto il palazzo della Reggia e si sbocca nel immenso giardino con un viale che va dritto dritto mezzo a le aiuole e agli grandi alberi, fino alla montagna lassu. È una perspective davvero impressionante. E la bici è un ottimo modo di scoprire questo giardino lungo di quasi 5 kilometri. Facciamo un giretto nei boschi dove si nascondono statue, mini-castelli e un lago. Mezzo a questo lago, c’è un cigno (si chiama Ferdinando). Noi facciamo il giro del lago, e così anche il giro del cigno!
Adesso che ho fatto il giro del cigno, il mio viaggio è quasi finito. Mi rimane una settimana per fare l’ultima parte del percorso verso Roma..

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