Archive for novembre, 2007

Napule è mille bic’uclette…

event_2660547.jpgNapoli“Un Critical Mass a Napoli? Ma lì ti sparano…” E più o meno quello que me diceva la gente quando parlavo di questo progetto. Però, da quando avevo partecipato al Critical Mass di Milano, subito avevo pensato che sarebbe bellissimo di organizzarne uno a Napoli. Ma Napoli è un’altra cosa. Delle bici a Napoli, ci credete voi? Vediamo..

Sono arrivato a Napoli da Capri con il traghetto. Sono stato invitato dal circolo Legambiente Centro Storico. La loro attività principale è di organizzare delle visite guidate del centro storico. Poi ho parlato del mio viaggio. E quando ho raccontato del Critical Mass di Milano, c’è Alfredo che si entusiasmato. “Dai, lo facciamo anche noi!” Come no! L’occasione è troppo bella. In quattro giorni, abbiamo conttatato tutti i ciclisti possibili di Napoli e dato appuntamento per il sabato mattina a Piazza Plebiscito. Ero molto curioso di vedere quante bici riusciremmo a raggruppare. Ci vuole almeno una ventina di bici per raggiungere la massa critica, cioè riuscire a fare una gruppo abbastanza grosso per farsi rispettare dalle macchine. Ma una ventina di bici a Napoli, non è cosi facile da trovare. Così arrivando su Piazza Plebiscito il sabato mattina ero un po’ ansioso. Forse siamo stati troppo ambiziosi. Sulla piazza prima non vedo niente bici. Tutta la piazza è occupata da un raduno di moto di polizia. Poi queste moto che chissa facevano qui se ne vanno via, e dietro vedo una bici, due bici, decine di bici! Più di una quarantina di bici! Non sapevo che ci fossero tante bici a Napoli. E continuano ad arrivare. Anche gli amici della FIAB di Caserta sono venuti. Ci guardiamo tutti sorpresi di essere in tanti. event_2660495.jpg

Benissimo. E adesso tutti in gruppo e avanti per le strade le più incasinate di Napoli! Direzione Corso Umberto I. Alcuni ciclisti sono impariti quando vedono che andiamo in questa direzione. Perché tutti sanno a Napoli che queste strade sono il territorio esclusivo della macchina. Solo un pazzo ci si rischierebbe con la bici. Si, ma quaranta pazzi insieme, cambia tutto! L’unica cosa da fare è di rimanere in gruppo compatto. Perché un ciclista isolato, le macchine se ne fregano, Il ciclista deve lasciarle il passaggio. Ma davanti a un gruppo di quaranta ciclisti, ci ripensano. E così, miracolo! la strada si apre davanti a noi! Noi prendiamo tutta la larghezza della strada così le macchine rimangono bloccate dietro di noi, e i motorini bloccati dietro le macchine. Le macchine non potendo più passare, la strada si libera davanti a noi. Incredibile, funziona..

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Tra i ciclisti, c’è prima un momento di sorpresa, e poi l’allegria arriva. È bellissimo! Arriviamo a Piazza Garibaldi. Non avrei mai osato andare da solo con la bici a Piazza Garibaldi. Ma questa volta, davanti a questo grosso gruppo di bici che arriva, le macchine si fermano e ci lasciano passare! Attraversiamo la piazza in tutta tranquilità, senza stress.

Alcuni ciclisti mi racontano che loro ce l’avevano la bici ma non avevano mai osato usarla in città. È la prima volta che possono usare la bici nel centro. È proprio questo lo scopo di un Critical Mass : Riappropriarsi la strada. “La strada siamo noi!”

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Saliamo poi verso Piazza Carlo III. Facciamo due volte il giro della piazza, così per il piacere. La gente sui marciapiedi è sorpresa anche, ma sembrano piuttosto contenti anche loro. C’è un’aria di allegria in città! Oviamente, ci sono alcune macchine che non sono contenti, ma molto di meno che a Milano. Forse perché qui, gli guidatori sono così abitati ad essere bloccati nel traffico, che un po’ di casino in più non è che cambia gran’chè per loro.

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Adesso Via Foria. Davanti a noi, la strada è vota di macchine. Non l’ho mais visto così. Passando davanti all’Orto Botanico si respira la freschezza degli alberi, la strada è più silenziosa. Un attimo di calma nella città. Davanti a noi, mezzo alla strada c’è un cavallo con un carrello, uscito da non si sa dove. È bella Napoli! Piazza Cavour, Piazza Dante. Finalmente raggiungiamo un ingorgo di macchine che ci bloccano anche noi. Rittorno dello smog. Passiamo via Toledo e per finire rittorno a Piazza Plebiscito. Tutti contenti, niente feriti… Era cosi bello che tutti lo vogliano rifare. Appuntamento fra un mese, sabato 22 dicembre, sperendo di essere sempre più numerosi… Adesso ci credete che Napoli è bella con la bici?

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E se volete altre foto, andate su questo link : http://beppegrillo.meetup.com/10/photos/?photoAlbumId=254564&photoId=2655586

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In Campania

Paestum

Da Potenza, un’altro pò di treno fino ad Eboli e finisco con la bici fini a Paestum. Eccomi tornato a casa! Paestum, ci ho vissuto 7 mesi l’anno scorso durante il mio SVE (Servizio Volontario Europeo) Ritrovo Pasquale, Cosimina, Lucio e Carlo. Sono ospitato nella famosa casa Legambiente, all’ingresso della zona archeologica, di fronte ai templi. A Paestum, Legambiente gestisce una porzione delle antiche mura greche della città. Ma il gioielo dell’associazione è questa bella oasi protetta sulla costa : 500 m di spiaggia preservati dall’edilizia e 20 ettari di pineta. Il posto è molto bello. Troppo bello forse, perchè d’estate, tutti i turisiti vogliono venire a farci il picnic qui. E lasciano un sacco di “monnezza” ovunque. Cosi l’anno scorso, avevo passato tutto l’estate a pulire la pinetta e a fare vigilanza. Quest’anno sono di ritorno, ma lascio i rifiuti ai nuovi volontari. Parliamo piuttosto di mobilità sostenibile. Durante 3 giorni, vicino a Paestum, c’è Exposcuola, e sono invitato a participarci. Faccio un’arrivo davanti a centinaia di alunni stupiti e mi fermo a parlargli del mio viaggio. Mobilità sostenibile in campagna, è possibile? Perchè no? Il comune di Capaccio-Paestum conta 10.000 abitanti. Più della metà abita nella pianura. Ogni sera, la rotonda di Capaccio è il luogo di un’enorme traffico, disproporzionato con la dimensione del comune. Si potrebbe benissimo usare meno macchine nel centro. A Paestum, davanti ai templi, c’è un esempio vincente di mobilità sostenibile. 10 anni fa, hanno pedonalizzato la statale che passava davanti ai templi, malgrado le proteste dei commercianti che credevanno perdere clienti. Oggi, questa strada è diventato il luogo il più gradevole del comune e tutti ci vanno a mangiare il gelato la domenica sera.

Pontecagnano

Dopo Paestum, 30 km di pista ciclabile lungomare (che sarebbero molto più gradevoli senza le macchine accanto) e mi ritrovo a Pontecagnano. Una città che nemmeno conoscevo, anche se ho vissuto tanto tempo accanto. Peccato, perchè anche qui Legambiente fa delle belle cose : un parco ecoarcheologico! A Pontecagnano, c’è un’antica città etrusca, ma tutto ancora sotto terra, da scavare. Communque la soprintendenza ha messo il divieto di costruire e ha cosi salvato 80 ettari dell’urbanizzazione. Ma che cosa fare di questo terreno aspettando. Proposta di Legambiente : lo gestiamo noi! E così hanno avuto l’idea di sistemarci degli orti per gli anziani della città. Con alcune regole però : non zappare a più di 30 cm di profondità, coltivare biologico. All’inizio, gli anziani esitavano a venire, ma adesso è un successo : 48 orti di 100 m2, e altri chiedono ancora ma non c’è più spazio. Il luogo è così diventato un luogo di natura e di incontro. Alcuni anziani hanno addiritura scoperto le gioie della bici per venire qui. Nel parco, c’è anche un frutetto preservato per ricordare agli abitanti il paesaggio tradizionale del luogo prima l’urbanizzazione. Si fà anche educazione ambientale con i bambini : laboratorio di fabricazione del pane, di coltivazione dell’orto o scoperta della natura. Peppe e Paolo mi racontano tutto ciò. Passo anche in una scuola elementare fare il mio gioco. Piace molto, sono contento. Quando chi è venuto con la bici a scuola stamattina, nessuno. Peccato perchè la città è tutta pianura.. L’indomani passo a Salerno a fare una piccola conferenza sul mio viaggio. Da tre mesi che è cominciato il mio viaggio, avevo finora fatto poche animazione, ma in questi ultimo giorni, riprendo il ritardo : quai ogni giorno incontro le scuole. Mi piace molto. E non è finito. Dopo un week-end di riposo, passo a Cava de’ Tirreni, nella scuola di Sabrina, una mia amica. Ritrovo degli alunni che conosco bene siccome erano venuti alla pineta di Paestum l’hanno scorso. Ci divertiamo un sacco, facciamo tanti giochi, esco anche la mia piccola chitarra per cantare alcune canzoni. Bello, bello!

Amalfi

Dopo Cava, proseguo lungo la Costa Amalfitana. Sono fortunato, c’è un circolo Legambiente ad Amalfi, cosi posso fare una bella tappa. La strada è bellissima, e molto tranquilla in questa stagiona. Perfetta per la bici. Ma il tempo comincia a peggiorare e arrivo poco prima la pioggia. Lì mi aspettano Luigi e Stefano. Una piccola foto davanti al Duomo e Luigi mi raconta tutto della sua amata città e del ruolo di Legambiente qui. Ad Amalfi, ci sono pocche associazioni, cosi uno dei scopi di Legambiente è di servire di luogo d’aggregazione per i ragazzi, per dinamizzarli un pò, proporgli altre occupazioni che la TV e il giro in motorino. E funziona : il circolo conta una ventina di giovanni tra le 15 e 20 anni. Un numero a rendere gelosi gli altri circoli…

Sono ospitato in una bellissima casa del centro storico, mi regalano la tradizionale carta amalfitana e mi portano a fare una degustazione di limoncello. Bell’accoglienza! E non è finito. L’indomani, nelle scuole, gli alunni mi regalano i loro disegni e una classe di terza media mi ha preparato uno piccolo spettacolo di ballo e canto : Village people, We are thw Champions… Troppo simpatico! Tanto calore ad Amalfi malgrado il tempo freddo…

E adesso Capri! Continuo lungo la costa amalfitana : Conca dei Marini, Positano… Forse mi troverete meno lirico che al solito nelle descrizioni del paesaggio, ma è perchè questi luoghi li conosco gia. Cosi non c’è la sorpresa della scopreta. Ma vi posso semplicemente dire che la costa amalfitana è sicuramente uno dei posti più belli del mondo. Una cosa pazzesca. E ci sono due modi per apprezzarla : con la nave o con la bici come sto faccendo. Invece venire qui con la macchina è un’assurdità. A proposito, Luigi mi ha parlato dei progetti inteligenti preparati dai politici per proteggere la Costa Amalfitana : uma super galeria di 3 km sotto la montagna per portare le macchine direttamente nel centro di Amalfi, e costruzione di 2000 posti di parcheggi sotteranei, con ampliamento del porto per metterci un gigantesco porto turistico accompagnato. Il progetto va fino a prevedere un essenziale “club house” sulla diga. Come vedete, un progetto in perfetta armonia con la magia del posto e assolutamente non interessato a fare opere inutile per prendersi una tangente sui costi…

Cacciando lontano questi pensieri, passo dell’altro lato delle montagne e mi ritrovo nella Baia di Napoli. Ritrovo il mio caro Vesuvio (ho vissuto anche 6 mesi a Napoli). Malgrado le nuvole, la visibilità è buona e vedo tutta la baia da un angolo insolito per qualcuno abituato a vederla da Napoli. Il Vesuvio non ha la stessa forma, un po storto, di fronte si vede la macchia chiara delle abitazioni di Napoli, e a sinistra Procida e Ischia. Bella vista anche qui. Forse mi troverete meno lirico nella descrizione dei luoghi ma non c’è la sorpresa, conosco già. Ma vi posso dire che la Baia di Napoli è sicuramente uno dei più belli posi al mondo… (Mi ripeto?) Scendo verso Sorrento, che invece non conoscevo. Tutti intorno, nelle campagne, ci sono delle strane impalcature di legno, come delle gabbie enorme, dentro lòe quale c’è una sovraposizione di limoni, vite e ulivi giganti. Che strano modo di coltivazione. ma molto sfizioso perchè permette sulla stessa piccola porzione di terreno di coltivare 3 cose alla volta.

Sorrento è situato su degli scogliere impressionanti, neri e netti. Mezzo alla città, c’è un dirupo incredibile, in fondo al quale, lontano giù, si vede un antico mulino. Veramente che strano posto. Ogni città riserva le sue soprese! Scendo in uno di questi dirupi, che mi porta al porto di Sorrento e di là, prendo la nave per Capri.

Capri

Conosco già Capri, cosi non c’è più la magia della scoperta e sono meno lirico nelle descrizione, ma posso affirmarvi che Capri è sicuramente uno dei posti più belli al mondo (No, veramente? ho già detto questa frase?) Ma questa volta arrivo con la bici e tutto è diverso. Perchè ho appuntamento ad Anacapri, e della nave, guardo sopratutto questa strada che sale lungo uno scogliere impresionante, su, lassu, e che devrò prendere fra poco. Motiviamoci! Senza aspettare, appena  sbarcato, comincio la salita. A metà strada di Capri, sento una voce : ” Ciao Youri, benvenuto a Capri!” E’ Nabil, il presidente del circolo Legambiente che è venuto ad accogliermi. Mi ha facilmente riconosciuto perchè uno ciclista con un carrellino giallo, non ce ne sono tanti, sopratutto a Capri.. Ci salutiamo e continuo la salita da solo perchè lui è a piedi. Passo il paese di Capri e continuo verso Anacapri, che si trova dietro il Monte Solaro, il punto culminante dell’isola. La strada attraversa boschi di lecci poi ,dopo alcuni tornanti stretti, ne esce tutta un tratto e mi ritrovo … molto più di tre metri sopra il cielo! Madonna! Il strapombio è impressionante. Ho l’impressione di volare! Stupendo!! Salgo ancora ed ecco le prime case di Anacapri. Dopo tutto, non era così difficile da fare questa  salita. C’è il paesaggio grandioso che fa dimenticare la fatica e forse comincio finalmente ad avere un pò d’allenamento dopo tutti questi kilometri..

Susanna mi aspetta sulla piazetta di Anacapri. E’ molto contenta del mio passaggio da lei perchei lei, la mobilità sostenibile è proprio la sua passione. Al punto che ha creato il laboratorio Mobilità Sostenibile di Legambiente Campania. Ma a Capri, ci sono problemi legati ai trasporti? Come no! Imaginate una piccola isola con un’unica strada, 13.000 abitanti, 5000 macchine! E imaginate quando arrivano i turisti d’estate, ancora più macchine. Risultato, l’unica strada è spesso completamente bloccata, gli pullman sono bloccati, e chi vuole prendere la nave perde l’orario. Susanna mi parla anche con ironia dei camion caricati di materiali per l’edilizia che sbarcano della nave mentre sono teoricamente vietate le nuove costruzioni sull’isola..

L’indomani, Susanna mi ha preparato un programma riempito : incontro con due scuole media e conferenza nella serata. Per una volta, non posso arrivare nelle scuole con la bici perchè c’è una pioggia enorme. Scendo a Capri con il mini pullman. Nella scuola, per la prima volta ,quando chiedo se qualcuno conosce la mobilità sostenibile, un’alunno alza la mano e me ne fa una bella definizione! Che bravo. E i ragazzi mi racontano che a loro piace usare la bici, ma peccato che sia vietato a Capri (divieto per evitare accidenti bici pedono nei viccoli stretti del cntro storico). Uno di loro ha perfino lanciato una petizione l’estate scorso per chiedere l’autorizazione delle bici. Come sono bravi questi bambini. Forse è l’effetto della Banda del Cigno. La banda del Cigno, conoscete? Sono questi club Legambiente per i ragazzi. A Capri, c’è una ventina di ragazzi tra 8 e 13 anni, a chi Susanna fa fare un sacco di cose, tra le campagne di Legambiente, delle escursioni o dei racconti di storie.

Tutta la giornata piove. Cosi quando i bambini mi chiedono come faccio quando piove, non posso fare la mia classica riposta “non piove mai più di un ora!” (Però questa teoria funzionava fino a Capri…) Quando piove, prendo il pullman, che è un ‘altro mezzo di trasporto sostenibile. Et toc! La sera, il raconto del mio viaggio è l’occasione di parlare della problematica dei trasporti a Capri. Mi piace quando il mio passaggio è l’occasione di lanciare il debattito. Mi sento utile così..

Lasciò Capri sotto un nubifragio. Per tornare al porto, mi faccio una discesa della morte , nei tornanti nel vento e la pioggia, sotto gli occhi spaventati dei passaggeri del pullman che mi segue. Ho aspettato un’ora ma la pioggia non si è fermata e per una volta ho dovuto andare sotto la pioggia per poter prendere il pullman. Con l’arrivo dell’inverno devo rivedere la mia teoria.

E adesso, le cose serie cominciano : Napoli. Li se chiedo “Imaginate la città senza macchine”, fa veramente sognare… Proviamoci almeno. Passiamo agli atti! Sabato 24 Novembre, non ci crederete mai, Critical Mass a Napoli! Appuntamento alle 11.00 Piazza Plebiscito. Ne sognavo da quando ho fatto la Critical Mass di Milano. Sono curioso di vedere che succederà…

Prossimi appuntamenti:

 24 novembre : Napoli, Critical Mass, Piazza Plebiscito, 11.00

26 novembre : Napoli, conferenza, sede di Cicloverdi, 20.00

28 novembre : Succivo

29 novembre : Caserta

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Da Milazzo a Potenza

Da Milazzo si vedono le magnifiche isole Eolie. Non posso resistere e prendo la nave fino a la prima, Vulcano. Stupenda! Uno spettacolo. Dal mare, l’isola sembra vergine, con i pendici coperti di foreste e di macchia. Quando si approda dell’isola c’è quest’odore di zolfo. L’isola porta bene il suo nome. Il volcano c’è. Tutta l’isola è un cratere. Il suolo è questa strana roccia nera, lava consolidata.

aa96b445fc34a1734a186b24d891d30d.jpgd8d490a975d262a500f9da820123f336.jpgCon la bici percorro andata-ritorno l’unica strada dell’isola che mi porta sulle alture fino a un’enorme scogliere. Poi mi faccio la salita a piedi fino al cratere. C’è il fumo che esce con questo forte odore di zolfo che pizzica il naso. Di là, una vista incredibile su tutto l’arcipelago delle Eolie : Lipari, Panarea, Stromboli, Salina, Filicudi, Alicudi. Sono tutte qui, visibili con questo cielo chiaro. Dei volcani ovunque. Qui veramente sembra essere veramente lontano dall’Italia, mezzo a oceani lontani all’estremità del globo.

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Ma io sto faccendo il giro d’italia, non devo andare così lontano : la mia prossima tappa è Potenza! Come andare dalla vetta del cratere di Vulcano a Potenza. È molto semplice. Prima scendete del crater fino al porto. Lì aspettate la nave delle 17.00. Vi porterà a Napoli durante la notte, cullati dal ritmo delle onde. A Napoli, dal porto alla stazione in un lampo con la bici. Poi treno, fino a … Capaccio-Roccadaspide. E be si, sto faccendo il giro d’Italia con la bici, non devo dimenticarlo, allora non devo esaggerare. Cosi, mi farò l’ultima parte in bici. Una bella passeggiata di 100 km attraverso il Cilento e la Basilicata. Dopo una fermata a Roccadaspide, parto presto la mattina di una bella domenica soleggiata. Ma adesso siamo inizio Novembre. Le giornate sono più fredde, e sopratutto più corte. Ce la farò a fare questi 100 km attraverso la montagna prima la notte? Dopo Roccadaspide, scendo verso il Val di Calore, e poi una bella salita che deve portarmi ad un valico di quasi 1000m! Salgo tranquillamente con calmo. La salita è regolare e non troppo ripide, e la strada è deserta. È bellisimo. Più avanzo meno ci sono case. All’inizio ci sono ulivi ovunque, con i retti verdi sotto. È il periodo della raccolta delle olivi e tutte le famiglie sono negli olivetti a raccogliere. Salgo ancora, passo Bellosgardo. Meno case, meno ulivi adesso solo i pratti e i boschi, con i belli colori autonnali. Fa più freddo. Salgo ancora. Sto raggiungendo le nuvole. Intorno a me, ci sono enormi pareti di rocce grigie. Il vento si fà più forte e, dopo un tornante, un panello : Passo della Sentinella 980m. Ho raggiunto il punto il più alto del mio giro! Finita la salita. Adesso una bella discesa. In 20 minuti riscendo quello che ho messo 3 ore a salire. Arrivo una vasta zona di pianura mezzo alle montagne. Il valle di Diano. Ho fatto la meta del percorso. Sono le 13.00 e mi rimangono 45 km. Posso farcela.

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Di nuovo una salita, meno alta, che mi porta a Brienza in un’ora. Lì c’è un bivio. A destra l’ex statale. Posso vedere il percorso che mi aspetta : scende in fonde alla valle poi risale, poi riscende, risale. Micidiale. A sinistra, la nuova superstrada che grazie a un enorme viadotto e una serie di galleria va dritta attraverso le montagne. Siamo domenica pomeriggio. La strada è deserta. Non esito, scelgo la superstrada! Magnifico! Volo sopra le montagne senza sforzo! Un’ultima galleria e poi mi rimaneranno 10 km di discesa verso Potenza. Ce l’ho quasi fatta! Esco della galleria. Delle belle nuvole nere mi aspettano. Ho appena il tempo di ripararmi dentro una casa in costruzione. Un nubifragio! Piove, piove… E la notte cade… Ce l’avevo quasi fatta! Chiamo Legambiente Basilicata. Mandano un ragazzo a salvarmi con il furgoncino. Lui è abituato a salvare la gente : lavora alla protezione civile. Qui Legambiente gestisce un servizio di Protezione civile. Mi porta all’albergo. La sera, Marco, il presidente di Legambiente Basilicata, mi porta a una serata tipicamente lucana : la partita Juve-Inter. Che giornata!
L’indomani faccio un’intervento in scuola a Pignola, un paese a 10 km di Potenza. Lì hanno ripristinato un pezzo dell’antica ferrovia per metterci una pista ciclabile. Legambiente vorrebbe ripristinare l’intero percorso della ferrovia per proporre così una belle pista ciclabile attraverso le montagne di Basilicata. Questo per sviluppare l’ecoturismo. L’interesso di ripristinare le antiche ferrovie è che permettono di fare delle piste ciclabili piane perché il percorso dei treni non superrava mai i 5% di pendenza e si può usare le gallerie e i viadotti dell’antica ferrovia. Così si può realizzare una superpista ciclabile. Meglio dalla sperstrada…

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Nel pomeriggio, Marco mi porta ad Oppido, dove sta c’è Salvalarte. Salvalarte è una campagna di Legambiente con lo scopo di preservare i momumenti degradati e di fare conoscere i monumenti minori, sconosciuti ma belli lo stesso. Ad Oppido, ci sono le tratturi, le antiche vie lastricate che usavano i pastori durante della transumanza. Ci sono anche due antiche ville romane e soprattutto, sono stati ritrovati in una chiesetta troglodita dei magnifici affreschi del XI secolo. Con questo patrimonio, associato a delle attività di turismo verde, Legambiente dice che si potrebbe benissimo sviluppare l’ecoturismo. Ad Oppido e in altri paesi cosi, che sono stati tenuti lontani dallo sviluppo industriale ma che hanno adesso delle nove possibilità di sviluppo sostenibile. Dopo la conferenza, l’assessore ci porta di notte fino a questa famosa chiesetta, la chiesa di San Antuono. Nel buio, lungo un sentiero mezzo alla campagna arriviamo davanti a una porta, ci apre. Alla luce delle lampe, ci mostra queste bellissime pitture che hanno vente direttamente del medioevo. Che bella sorpresa! Viva la Basilicate!
Dopo questa bella tappa lucana che mi ha fatto scoprire una nuova regione ritorno adesso in Campania…

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Nel sud!

Un po’ di notizie dopo tanto tempo. In ottobre, avrò pedalato poco. Ma è colpa di questo brutto meteo! Vi avevo lasciato nelle Marche. Dopo una settimana di pausa, ho fatto un grande salto di 500 km con il treno e sono arrivato direttamente Puglia, a Bari, l’8 ottobre. Ho fatto ancora 25 km a bici per raggiungere Mola di Bari dove ero aspettato per una conferenza.

Mola di Bari

Era la prima iniziative del nuovo circolo legambiente di Mola e, per una prima, era una riuscita! C’era tanta gente, e anche il sindaco e gli assessori. C’erano dei manifesti Giro del Cigno con il mio nome dapertutto nella città. Ero un po’ impressionato all’inizio. Io pensavo parlare alla riunione mensile del circolo e mi ritrovo a parlare davanti a un gran pubblico. Ho parlato di ciò che avevo visto sulla bici durante la prima parte del mio viaggio nel nord Italia. Quello che dicevo s’articolava bene poi con il discorso del sindaco che ha parlato dei loro progetti di creazione di piste ciclabili. Mola è una piccola città ma la squadra municipale è attiva e ha deciso di cambiare la città grazie allo sviluppo della mobilità sostenibile. Il sindaco ha detto che loro faranno la loro parte del lavoro costruendo piste ciclabili ma c’è anche un grosso lavoro di sensibilizazione della populazione per farli cambiare di atteggiamento e spingere a farli lasciare la macchina. E su questo, il sindaco aspetta l’aiuto di Legambiente. È un bel esempio di complementarità tra associazione e municipalità. E abbiamo cominciato subito l’indomani con delle animazioni nelle scuole. Un intervento in una scuola elementare dove ho fatto il mio Gioco dei trasporti davanti a una centinaia di bambini e poi un’altro intervento davanti a una scuola media dove ho fatto un’arrivo in diretto con la bici e ho racontato il mio viaggio e spiegato che cos’è la mobilità sostenibile.
Questa tappa a Mola è stata veramente riuscita, ne sono contento e ringrazio tutto il gruppo del nuovo circolo che è molto in gamba. Penso che faranno delle belle cose. Un circolo funziona sempre meglio quando c’è una squadra che lavora insieme.

Da Mola, ho lasciato la costa adriatica verso l’interno, attraverso la campagna e questi magnifici ulivi enormi. Ho passato la zona di Alberobello con questi strani trulli. Sembrano le case di gnomi. C’è ne sono dapertutto. La zona è davvero bella. Peccato che il tempo era brutto. Per fortuna sono riucito a ripararmi per la notte in un trullo!

Urupia

Ancora una giornata attraverso gli ulivi e sono arrivato nella zona di Taranto, in un luogo molto interessante: Urupia. È un ecovillaggio. Un comune. Una decina di persone ci vivono, in una vecchia masseria che hanno ristruttrato. Producono quasi tutto il loro cibo : ortaggi, olio d’oliva, vino, pane. Tutto in modo biologico. Riciclano l’acqua grazie alla fitodepurazione. Fanno l’acqua calda grazie a dei riscaldacqua solare. Lo scopo è di propore un modo di vita alternativo al modelo dominante basato sulla società di consumazione. Le tre regole di base sono: il consenso, assenza di proprietà indivduale e apertura agli altri per fare conoscere il loro modo di vita alternativo.
Ci mi sono tanto piaciuto li che ci sono rimasto 2 settimane come volontario. Ho perfino paticipato all’inizio della raccolta delle olive. È stata un’esperienza veramente interessantissima che fa riffletere sul nostro modo di vita e propone un’alternative possibile.

Se volete più informazione :
http://www.cicloamici.it/comune_urupia.htm
http://www.mappaecovillaggi.it/article6144.htm

Ho ripreso il mio viaggio il 25 ottobre lungo la costa ionica : Taranto, Metaponto, Sybaris. Ma la costa in questa zona è difficile da percorrere con la bici. A volte c’è un’unica strada: l’autostrada. Mi sono cosi ritrovato per alcune decine di kilometri direttamente sull’autostrada! Per fortuna che era in lavori e che una via era bloccata alle macchine. Ho potuto usarla come una gigantesca pista ciclabile. Comunque il tempo era anche molto brutto e alla fine ho preso il treno per raggiungere Catanzaro. Poi 200 km lungo la costa ionica della Calabria con un tempo molto strano : foschia, vento e molto caldo. La spiegazione : lo scirocco, il vento del deserto venuto direttamente del Sahara, dell’altro lato del mare.

Dopo 2 lungue giornate di pedalata ho raggiunto Reggio Calabria. Dell’altro lato dello stretto di Messina la Sicilia era invisibile, scomparsa sotto un’enorme massa di nuvole nere. Avevo appuntamento a Catania. Ho preso il traghetto fino a Messina ma di là impossibile raggiungere Catania. Un’enorme frana ha distrutto l’unica strada costiere, e stessa cosa per la ferrovia. Peccato, non vedrò Catania questa volta. Sono passato direttamente alla tappa seguente : Milazzo. Ci tenevo a passare a Milazzo per che è lì che ho avuto l’idea del mio giro l’anno scorso. L’accoglienza di Pippo e Graziella di Legambiente Tirenno è sempre perfetta. Il mercoledi 31 ottobre è stato organizzato un incontro con le scuole di Barcellona, una città a 15 km da Milazzo. Carmelo, l’organizzatore, ha fatto le cose alla grande. L’incontro si è fatto nella salla consigliare del comune, in presenza del vice-sindaco di Barcellona e di 4 classe di elementare. Quando sono arrivato davanti al municipio ho avuto diritto a un’arrivo triomfale come al Tour de France, con tutti i bambini che gridavano, ci sono gli giornalisti che mi facevano delle foto, addiritura alcuni bambini mi chiedevano un’autografo! Bellissimo! Veramente emozionante. Poi durante un’ora ho parlato del mio giro, di mobilità sostenibile e ho risposto alle domande dei bambini. L’indomani c’era l’articolo di questo evento nei tutti gli giornali locali. Encora una bella tappa bene organizzata, mi è fatto molto piacere.
Adesso, torno direttamente in Campania con il traghetto, con un belllo scalo sull’isola di Vulcano
Nei prossimi giorni, ho un programma caricato con tanti interventi previsti:
_il 5 novembre a Potenza
_il 7 a Paestum
_il 9 a Pontecagnano
_il 10 a Salerno
_il 12 a Cava di Tirenei

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