Da Padova a Ferrara

La mia prima impressione di Padova non è molto buona. È normale, come tante altre città, Padova è circondata di un no bike’s land, una zona dove si incrociano tangenziale, autostrada e tante altre strade : una zona dove non fa bene vivere per una bici. Seguendo la direzione stazione mi ritrovo su una via espress senza possibilità di uscire o fermarmi. L’unica cosa da fare in questi casi è di andare il più veloce possibile pregando che il prossimo camion non vi toccherà. Arrivo alla stazione salvo. La zona della stazione non è granchè neanche, con tutti questi freddi palazzi nuovi. Ma davanti la stazione sono colpito da questi immensi parcheggi, riempiti di centinaia di bici. Qui, la bici c’è. È Rina che mi ospita a Padova. Viene a prendermi in bici e mi porta a casa sua, al di là della ferrovia. Mi accoglie meglio che un B&B. L’ospitalità da Legambiente, quando c’è, c’è! Andrea, un altro di Legambiente, mi porta a una serata. Viene a prendermi… con la bici. Mi piace, questo è coerenza. Mi spiega che qui tanta gente si sposta con la bici perché ci sono tanti studenti ed è anche una tradizione per la gente più anziana. Ma malgrado questo ci sono zone pericolose per le bici.
L’indomani vado visitare l’ufficio di Legambiente. Passo davanti al Duomo. Una semplice faciata di mattoni rosi. Dopo tutti i duomi sonttuosi che ho visto nelle altre città, sono un po’ deluso. All’ufficio, Rina mi spiega le attività di ognuno. Infatti, tutti fanno parrecchie attività alla volta. Lei per esempio fa parte del comitato scientifico di legambiente come specialista dell’inquinamento athmosferico. Ma ha anche partecipato alla campagna Goletta Verde per fare le misure di qualità dell’aqua. E a Padova lavora a Legambiente Agricoltura. Legambiente Agricoltura è un riparto di Legambiente che si bada di dare un label ai prodotti agricoli che, anche se non sono biologici, cercano di rispettare una produzione di qualità. Legambiente Agricoltura impone così un certo numero di criteri e verifica che il produttore li rispetti. Lo scopo è di dare la possibilità alla gente che non ha abbastanza soldi per comprare bio di avere communque prodotti di migliore qualità. Nell’ufficio c’è anche Andrea. Non lo stesso di quello dell’altra sera ma communque lavorano insieme sulla mobilità. Il circolo di Padova è molto anziano e da 20 anni che esiste è riuscito piano piano a farsi ascoltare dalla municipalità anche se è sempre difficile. Sono riusciti ad ottenere la pedonalisazione del centro storico, delle piste ciclabili. Ma non è mai facile ottenere qualcosa. Ogni volta devono manifestare e mobilizzare la gente per farsi sentire. Il loro segreto è l’entusiasmo e l’imaginazione. Per ottenere una rete di piste ciclabile coerente, la scorsa primavera hanno fatto una petizione e ottenuto 11.000 firme. Distribuivano a tutti i ciclisti delle targhe a mettere sulla bici con dei disegni divertenti accompagnati di messaggi. Andate sul sito di Legambiente Padova per vederli. Alla fine hanno fatto una sfilata che ha raggruppato più di 1500 ciclisti per portare le firme al sindaco e il sindaco ha accetatto di debloccare i soldi per le piste ciclabile. Non è facile farsi ascoltare dai politici ma con molta energia è possibile. Un’altra cosa importante è che Legambiente non parla mai di un argomento senza essersi documentato sulla problematica e avere trovato delle alternative. Cosi diventa un’interlocutore serio.
Anche qui il circolo è impegnato con Puliamo il Mondo. Per l’occasione, organizzano un’enorme festa sulla piazza principale della città, il Pratto della Valle. Che nome per una piazza! Ma non è una qualsiasi piazza. Sarebbe la seconda più grande di Europa. Rina mi porta a vederla. È vero che è imensa. E in mezzo c’è veramente un pratto, con un isola al centro. È bellissima nella luce del fine pomeriggio. È circondata di belle case con delle arcade e in un angolo si vede una chiesa. Ci avviciniamo. È stupenda questa chiesa, con tante cupole verdi e la faciata rosa e bianca. Molto più bella dal duomo. E non è finito. Rina mi porta nelle stradine. C’é un magnifico palazzo con un mercato sotto, delle piazette dapertutto, tutti gli palazzi con delle arcade. Bello, bello! E la sera tutti sono nella strada, seduti a terra per bere il famoso spritz. Che buono lo spritz!
E be finalmente era molto bella Padova. Ne riparto con una bella impressione. Adesso direzione Ferrara dove dovrei vedere ancora più bici. Tra Padova e Ferrara ci sono 80 km di pianura. Non lontano della strada, c’è anche una piccola zona di colline. La pianura è più facile per pedalare ma un po’ noiosa, così decido di fare un giro per queste colline, che si chiamano Colli Euganei. Escono della pianura come delle isole mezzo al mare. Avrebbero un’origine volcanica. Sono molto belle, sono coperte di foreste e ci sono delle viti e degli olivetti sui contraforti. Decido di prendere una strada per attraversare queste colline. Mi ritrovo su una strada che sale, sale. Diventa vera montagna e la salita è proprio ripida. Arrivo in una foresta di castagni. Si vede tutta la pianura giù. Sale ancora e si arriva alla vetta. E la strada si ferma qui! Mi sono sbagliato di strada! Andava solo a un eremo que occupa la vetta del monte Rua. Per di più nemmeno posso godermi della vista perché non si può entrare nell’eremo. Ci sono gli eremi e non dobbiamo disturbarli… Communque, i poveri eremi, di qui, anche se siamo a 400m di altezza, si sentono sempre le macchine dell’autostrada giù. Neanche sulla vetta di una montagna è possibile scapare alle macchine! Adesso fa notte e metto la tende nel bosco. Ci dormo benissimo. Gli cinghiali mi fanno compagnia…
La mattina riscendo della montagna. Percorro ancora qualche collina, passo accanto alla tomba di Petrarca, e poi la pianura. Non posso scapparci. E come attraversare un deserto, sopratutto che siamo la domenica pomeriggio e i rari paesi che incontro sono tutti addormentati. Giustamente passo un paese che si chiama Deserto… Dopo 60 km arrivo al Po’. Lo attraverso di nuovo. Come è cambiato da 15 giorni. Anche se sono più vicino delle sue foce, mi sembra più piccolo. E poi è meno selvaggio, bloccato tra le sue due argini altissime. Dell’altro lato del ponte, comincia la periferia di Ferrara. Ho appuntamento con Paola di Legambiente, davanti al primo palazzo rosso dopo il ponte. Ecco il palazzo…

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1 commento »

  1. Idolino said

    Un grandissimo saluto da Pesaro, ma soprattutto da me, Alessandro, volontario per una giornata a favore di Legambiente e per un mondo più pulito.
    Spero che la nostra città ti abbia lasciato un segno nel tuo giro dell’Italia in bicicletta.

    Ciao

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