Un lago, due laghi, tre laghi… Ecco Verona

Riscendo da Campsirrago verso Como. 20 km di strada con tante macchine. Da Como si vede solo un pezzetino del lago. Avevo previsto di prendere la strada lungo il lago fino a Bellagio ma vedo che c’è un traghetto che fa lo stesso percorso. Intermodalità, intermodalità… Cosi mi riposo,evito le macchine e ho tutto il tempo di ammirare il paesaggio. E ne vale la pena! Il lago di Como è tutto stretto tra le montagne cosi si scopre poco a poco, montagna dopo montagna. Sulle sponde si vedono delle sonttuose ville con i cipressi. Piano piano che ci allontaniamo di Como, ci sono meno case, compaiono dei piccoli paesi. Uno è arrampicato su una cascata! Le montagne verde sono alte di ogni lato, sembra proprio di essere in un fjord. Il sole disegna delle belle ombre sulle montagne. C’è un piccolo vento e l’acqua è bello blu. Si arriva a Bellagio situato a l’incrocio dei due bracci del lago, su una punta. Qui è tutto bello. È circondato di grandi giardini curati alla perfezioni sempre con questi bei cipressi. Adesso ritorno verso Lecco. Questa volta prendo la strada lungo il lago. Sono solo le 5 ma tutta questa parte è gia nell’ombra della montagna. Ci sono delle macchine che mi sorpassano ma le ritrovo tutte pochi kilometri dopo. Due camioni si stano incrociando e la strada ma la strada è troppo piccola. Sono tutti bloccati. Io riesco a passare tra i due camioni e poi sono tranquilissimo : niente macchine durante una buona mezz’ora. Tutte bloccate dietro. Dopo due lunghe gallerie raggiungo Lecco e la fine del Lago di Como. Mi fermo qui.
Adesso prendo direzione pieno est. Devo raggiungere Portugruaro vicino Treviso entro 4 giorni per il festival Ciclomundi. Sulla strada c’è prima Bergamo. La strada tra Lecco e Bergamo è fastidiosissima con tanti camion. Le salite sono piccole ma con i gas dei camion e delle macchine perdo il mio fiatto. È costruito quasi in continuo. L’agglomerazione di Bergamo è grande ma il centro storico è tutto piccolo e carino. È situato su una collina tra le montagne e la pianura. Se guardo dietro vedo delle colline e i pratti, quasi dei paesaggi di Svizzera. Ma di fronte, c’è l’immensa pianura, come un mare con l’orizonte che si confonde con il cielo. Si potrebbe quasi fare un lungopianura… Dopo Bergamo, se continuo verso est, dovrei passare per Brescia. Ma gia da l’inizio ritrovo la stessa strada con tutti i camion e bordata di tante industrie. Non mi vedo fare questo per 50 km. Ma l’unico modo di evitarlo è di passare un po’ più al nord per le montagne. Le salite o i camion? Scelgo le salite. Prima di iniziare la salita, passo per il Lago d’Iseo. È più piccolo di quello di Como ma è carino anche. Mi piaciono troppo questi grandi laghi alpini. Nel mezzo del lago, c’è un isola enorme, altissima che prende quasi tutto lo spazio. Finisco la giornata con una bella salita. È ancora più alta di quella di Campsirrago ma la salgo più facilmente. È più regolare e meno ripida, anche se più lunga ma preferisco cosi. Al varco mi trovo gia in piena montagna con i bei pratti verdi. Era più difficile ma sono contento di essere passato di là. Metto la tenda in un pratto.
La mattina dopo comincia logicamente con na grande discesa ma appena devo risalire alla stessa altitudine per passare un altro varco. L’inizio è difficile perché ritrovo tutti i camion. Non capisco che cosa fanno qui. Questa strada è una strada secondaria che non va a nessuna città. Ma dopo qualque kilometro, si arriva a un enorme zona industriale nella montagna a Lumesane. Che brutto ma almeno i camion si fermano qui. Una bella salita che mi porta nei grandi spazi selvaggi di montagna e riscendo fino a Salò. Ancora un lago, e che lago! Ecco il Lago di Garda, immenso. E ancora un traghetto. Bello, bellissimo. Attraversiamo il lago di ovest in est. Al nord, il lago penetra dentro le alte montagne. Al sud ha un aspetto tutt’altro, circondato di basse colline. C’è una piccola isola con na bella villa. Che magia questi viaggi in nave su questi belli laghi! Il traghetto arriva a Bardolino poi raggiungo Verona attraverso delle piccole colline coperte di vite. Stanno faccendo la vendemia. A Verona ritrovo le macchine. Mi faccio un cammino tra il traffico e arrivo al centro di volontariato permanente di Legambiente Verona che mi ospita per la notte. Il centro storico di Verona è stupendo. Sono arrivato nel Veneto, si vede, l’architettura è cambiata. Passeggiando di sera sono colpito da questa immensa arena romana, bella, bianca e rosa, tutta illuminata nella notte e da cui escono le note di un concerto di opera. E tutti vecchi palazzi raffinati. Sono stordito. Troppo bella Italia…

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