Milano, mezzo la campagna

Dopo la Liguria, fa strano ritrovarsi nella pianura. Delle strade dritte dritte, che sembranno non voler finire, attraverso dei paesini isolati. Non c’è nessuno, nessuno. C’è un’impressione di deserto. Passo per Tortona. La strada passa per la periferia ma faccio un giro per vedere il centro. Li c’è una statua della madonna gigantesca sopra una chiesa. Tutta dorata, fa 14 metri di altezza. Poi il centro di Tortona non è cosi male. L’architettura cambia. Siamo passati delle case dipinte della Liguria ai mattoni rossi. Esco di Tortona. Seconda a destra poi dritto fino al Po’. Arrivo sulle sue sponde al tramonto. Un grande ponte di ferro lo attraversa al livello di Gerola. Il fiume è immenso in questo posto. Sembra molto selvagio. Fa un po’ pensare al Mississippi come l’immagino. Il sole sparisce dietro le strutture del ponte in un bel cielo arancione.
L’indomani, varco il fiume. Un bel modo di scoprire una regione è di uscire delle grande strade e non esitare a fare giri. Spesso si incontranno delle sorprese nascoste. Così, ogni volta che la strada passa accanto a una località, faccio un giro per andare a vedere il centro. Passo a Sannazzaro di Burgondi. Li ho la sorpresa di vedere le mie prime piste ciclabile. È un piccolo paese mezzo ai campi ma c’è tutt’una rete di piste ciclabili. Si vede che sto cambiando di regione, qui c’è un’altra disposizione per la bici. Continuando verso Pavia, lascio la strada principale per seguire le piccole strade lungo il Po’. Sono adesso in mezzo ai risai. Ce ne sono dapertutto. Nel aria c’è questo odore dei risai che mi ricorda il profumo dell’Asia. La strada segue le dighe del Po’. Non c’è nessuno, niente macchine. E la strada che gira a destra, a sinistra. Sembra un eternità. Non so come faccio ma arrivo a Pavia solo in fine pomerrigio anche se con la strada principale era distante di solo 20 km. A Pavia, c’è un ponte coperto e una grande chiesa con una cupola in mattoni. La città è gradevole, ci sono tante bici nelle strade, anche dei tandem. Le strade sono fatte con i sassi del fiume. È bello ma non è pratico per la bici.
Da Pavia a Milano, i ciclisti della FIAB di Genova mi hanno consigliato di risalire il Ticino verso ovest per poi raggiungere Abbiategrasso dove c’è una pista ciclabile lungo un canale che mi porterà diretto a Milano. E mi hanno parlato di un ponte di barca sul Ticino. Sono curioso di vedere questo. Mi allontano un po’ di Pavia lungo il Ticino poi trovo un posto per mettere la tenda. La sera, guardando con più precisione dove abita Silvia, che deve ospitarmi a Milano, mi accorgo che in fatti non abita veramente a Milano ma in periferia, 15 km all’est, a Paullo. Cosi non sono per niente nelle buona direzione. Ma voglio vedere questo ponte di barca!
La mattina continuo un po’ verso ovest fino a questo famoso ponte. È l’ultimo esistente sul Ticino. In effetti, la strada passa su una seria di chiatte che gallegianno sull’acqua del fiume. Attualmente il livello del fiume è basso e la meta delle chiatte riposa sui sassi. Bene. Adesso cambio di direzione pieno est. Attraverso campi e paesi tutti uguali. Rivedo al lontano la cupola del duomo di Pavia. Sto faccendo un bel giro. Passo per la Certosa di Pavia. Sopresa, è un edificio sonttuoso fatto di marmo bianco e mattoni rossi con decorazioni di terra cotta e tanti chiostri. Un monaco etiopico cistercense fa la visita. E continuo pieno est. Campi, campi, non sembra finire. Finisco per arrivare a Lodi dove mi aspetta Silvia con la sua bici. Non il percorso il più corto ma vuole portarmi sulle piste ciclabili. Effettivamente, da Lodi a Paullo è tutto ciclabile, lungo l’Ada. Arriviamo a Paullo. Li, Silvia e la sua familla mi ospittano nel loro Bed and Breakfast. Di Pavia a Milano ci sono normalmente 30 km. Ne ho fatto 80 km attraverso la campagna e non sono ancora a Milano. Dove si nasconde questa citta?
L’indomani Silvia mi porta a milano, sempre con la bici. Lei è la responsabile del settore Bici di Legambiente lombardia. Vuole mostrarmi la realtà della bici a Milano. Mi porta per le piste ciclabile attraverso campagne, incontriamo conttadini. Per il momento, di Milano sempre niente, anche se ne siamo adesso a meno di 5 km. La spiegazione di tutti questi campi cosi vicini della città viene del Parco Agricolo Sud Milano il cui scopo è di prottegere l’agricoltura nella periferia di milano per evitare che sia tutto urbanizzato. Trovo che funziona bene, perché per altre città come Napoli, è gia urbanizzato 30 km prima di arrivare nel centro. Communque passiamo sotto il ponte della tangenziale e subito cambia. Le macchine, i palazzi, il rumore.. Ecco Milano!

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2 commenti »

  1. Serena said

    Ciao Yuri! bello il blog! continua così!
    un bacione, Serena

  2. Giuseppe said

    Carissimo, finalmente leggo delle tue avventure… Ora che ti trovi nel Settentrione non mancare di visitare la città dei sette laghi (dove sono nato), Varese.

    Un abbraccio,
    Giuseppe

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