Archive for agosto, 2007

Volontario a Riomaggiore

Dal 26 al 30 agosto sono rimasto a Riomaggiore. Riomaggiore è un paese carinissimo che merita sicuramente una sosta. Ma non sono rimasto per turismo ma per partecipare al campo di volontario organizzato da Legambiente Liguria. Questo campo era internazionale. Il capocampo era Stefano, uno volontario di Savona. Gli altri volontari venivano di ovunque nel mondo : Diana e Jana dalla Slovachia, Laurens dalla Germania, Heilin e Recep dalla Turchia, Jade e Suzanne dalla Francia, Nicola dalla Serbia, Naowen e Daido dal Giapone e Rosita dall’Italia. Eravamo sistemati nel asilo di Riomaggiore. Lo scopo di questo campo è di aiutare il Parco delle Cinque Terre. Il Parco Nazionale delle Cinque Terre è stato creato nel 2000 con l’iniziative di Legambiente e di altri attori locali per proteggere il sito eccezionale delle Cinque Terre. E quello che è protetto non è un’animale o un particolare fiore. Cio che il parco vuole proteggere è l’uomo. O piuttosto il lavoro dell’uomo, queste terrazze innescate sui fianchi ripidi delle montagne, sopra il mare. È un capolavoro. Immaginate che la lunghezza totale dei muretti di pietra sevva che sostengono le terrazze è uguale alla lunghezza della Grande Muraglia di Cina, cioè 6000 km. (per cio i due siti sono gemellati) È straordinario che l’uomo sia venuto ad abitare e coltivare posti così difficili. Ma il risultato è stupendo. Il problema è che da alcuni decenie, gli uomini hanno preferiti lasciare questo lavoro difficile per andare a lavorare a La Spezia, vicina. Le terrazze sono abbandonate, i mureti di pietra sono più curati. Si formano frani e la foresta invade i versanti, cambiando il paesaggio. Uno dei scopi del Parco Nazionale è di recreare lavoro per la gente del posto, aiutandoli a ripristinare le terrazze e sviluppandoci un algricoltura di qualità, in particolare l’uva per la produzione del vino Sciachetrà o le erbe aromatiche per la produzione di sughi Cinque Terre. Un altro scopo è di creare sentieri attraverso le terrazze per sviluppare l’ecoturismo.


Cosi abbiamo aiutato alla raccolta del basilico, del rosmarino, della lavanda, abbiamo pulito alcune auiole e pulito dei sentieri. Ma forse vi chiedete perché la gente viene di cosi lontano per fare questo lavoro duro.. Ma tante sono le ragioni! Lavorare all’aria aperta fa bene, e poi si lavoranno solo 4 ore mezza a giorno, la mattina. Il pomeriggio si può andare a fare il bagno, o visitare i dintorni. È un modo privilegiato per scoprire la realtà di un posto. E si incontra un sacco di gente simpatica, venuta di tutto il mondo. È un vero scambio culturale. Le serate erano l’occasione di uscire la chitarra del carrellino. La canzone francese chi ha incontrato il più di successo tra i volontari? Les Champs Elysés…
Sarei bene rimasto di più a Riommaggiore. È stato un’esperienza stupenda. Ma la mia bici e il carrellino mi aspettavano già da quattro giorni… In strada per Genova..

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Attraverso la Toscana

Dopo i miei guai con il carrellino, sono ripartito tranquillamente attraverso la Toscana.

22 agosto
Brenna – Colle Val d’Elsa 45 km

Ho lasciato Brenna dopo due giorni di sosta forzata. Una mattina piovosa ritarda ancora la mia partenza ma mi avvio finalmente verso il cuore della Toscana. Ripasso per Siena e prendo la direzione di San Gimignano. La campagna diventa veramente bella. La strada passa attraverso le colline. Dopo una tornante ho la sorpresa di vedere comme una corona su una collina : Monteriggioni, un borgo medioevale piccolo piccolo, tutto ristaurato tutto bello. Salgo sulle mura per vedere un bel cielo di fine pomeriggio, nuvoloso ma illuminato di una belle luce arancione.
Riparto e arrivo a Colle Val d’Elsa prima la notte. Qui ancora una cittadelle tutta illuminata sopra la città nuova.

23 agosto
Colle Val d’Elsa- San Gimignano 15 km

La pioggia mi blocca di nuovo la mattina. Mi rifuggio sotto il chiostro di una piccola chiesa di campagna. Ho il tempo cosi non mi costringo a viaggiare sotto la pioggia. Ma questa pioggia dura, dura. Alle tre del pomerriggio, sono sempre qui. Entro un pò nella chiesetta, accendo una candella, cosi per ringraziare di avermi riparato della pioggia. Esco : un bel raggio di sole! La pioggia se ne va via! Riparto sulla bici. Tutta a un tratto, attraverso le nuvole che si stanno aprendo, compare su una collina, lontano, lontano come una città di favola, con delle grande torri. Poi le nuvole si richiudono. Come in un sogno. Ma piano, piano che mi avvicino, eccolo che compare questo borgo fantastico. San Gimignano. Ne aavevo sentito delle descrizione ma non immaginavo cosi tanto. E poi attraverso queste strane nuvole tagliate di raggi di sole, l’impressione è proprio magica. Dopo una lunga salita attraverso le colline, arrivo al piede delle mura. E proprio una città come nelle favole, mi aspetto a vedere il Gatto con le stivali o una principessa ai lunghi cappelli biondi sulla vetta di una di queste misteriose torri. Tutt’attorno, una vista a 360° su una campagna stupenda, delle colline coperte di olivetti e di vite curatissimi, con intanto intanto una bella dimorra sulla vetta. E’ la Toscana come me la immaginavo. Stupendo. E così bello che decido di rimanere qui per la notte sotto gli ulivi.

24 agosto
San Gimignano – Peccioli 40km

La pioggia mi blocca ancora la mattina. Parto il pomeriggio. Non ho più il tempo di passare a Volterra. Per di più, l’idea di fare tanti sali-scendi per arrivarci non mi entusiasma troppo Attraverso San Gimignano e salgo la piccola montagna dietro. Arrivo alla vetta e riscendo verso il Val d’Era. Cambiamento totale di paesaggio. Al posto degli olivetti e delle vite, ecco i grandi campi, immensi. Si stendono sulle colline fino a delle grande montagne nere al lontano. A la mia sinistra, si vede Volterra, su, su. Sono contento non esserci passato, mi sono risparmiato una bella salita. La sera arrivo al piede di un paese con un campanello come nelle chiese russe.

25 agosto
Peccioli – MonteMarcello 100km

Dopo tutte queste piccole tappe, devo sbrigarmi un po’. Per di più arrivo nella pianura dell’Arno. E’ tutto piatto e posso andare veloce. Passo a Pisa dove mi aspettoa vedere la famosissima torre. L’ho talmente visto in foto che non sono tanto entusiasto. Ma passo prima nel centro storico. Non mi aspettavo a questo, è molto bello e tutto tranquillo. Non c’è un turista nelle piccole strade. C’è un piccolo mercato nascosto sotto le arcade, ci sono delle belle chiesette di marmo bianco nascoste oppure un campanello di stilo bizantino. Ci sono parrecchie bici nelle strade, sembra una città gradevole da vivere. E poi, finalmente, sopra i tetti compare la famosa torre. E la folla di turisti. Certo è bello, il Tuomo, la Torre, e un altro coso rotonde, tutto di bianco.
Ma mi avvio già lungo una longa strada che attraversa la grande riserva naturale di Massaciùcolli. Si arriva a un posto fuoritempo, non è un lungomare, è un lungolago. Sono a Torre di Lago. Il tempo sembra essersi fermato un secolo fa. C’è un’atmosfera di tranquillità qui.. Con il cielo nuvoloso basso, alcuni pensionati sui banchi, delle piccole onde sulle acque del lago. C’è la casa di Puccini, un famoso compositore di opera sembra, e c’è la statua di un cane, Pippo, che è vissuto qui durante 20 anni, “in coerenza con la sua propria natura…”
Attraverso Torre del Lago. Dell’altro lato, il mare. Avevo lasciato il mare a Castiglione con i Campeggi, i lidi. Lo ritrovo qui uguale, con gli stessi campeggi, gli stessi lidi, alcuni grandi albergui in più. A me non piace, passo passo il più veloce possibile. 40 kilometri brutti di littorale sacrificato. Dietro le case, compaiono delle grande montagne. Addirittura c’è la neve sulla vetta! E poi capisco, sono arrivato a Carrara, sono le carriere di marmo che danno questo colore alla montagna…
Finisco questa lunga tappa con un grande salita. E’difficile ma valeva la pena. Arrivo a Montemarcello uno dei più belli borghi d’Italia (è scritto all’ingresso se avete dei dubbi) e, che fortunato sono, e proprio il giorno della Sagra del Fico. Una buona fetta di torta al fico per finire il giorno.

26 agosto
Montemarcello – Riomaggiore 30 km

Mi sveglio presto per raggiungere Riomaggiore. Incrocio tutti i ciclisti che fanno la gita della domenica. Essere ciclista non significa per forza essere ecologista : ne vedo alcuni che si credono sul Giro e che buttano tranquillamente le carte delle loro barre energetiche sulla strada.
Arrivo a La Spezia, mi faccio una grande salita sotto il sole, arrivo ad una galleria. Dell’altro lato, le Cinque Terre. Riscendo verso a Riomaggiore. Mi fermo qui per alcuni giorni. Parteciperò ad un campo di volontari Legambiente. Arrivederci la Toscana, buongiorno alla Liguria, alla “c” ed al sale nel pane…

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La fine del carrellino?

La fine del carrellino?


Eccomi la mattina del 21 con questo carrello rotto. Sono a 20 kilometri di Siena. Mi dico che a Siena troverò un negozio di bici oppure un autofficina che riuscirà a ripararmi il carrellino. Ma come fare per portare il carrello a Siena? Prima cosa, lo svuoto. Lascio la mia roba qui e tornerò la sera. Seconda cosa, faccio una bella riparazione di emergenza con tutti gli attrezzi che ho, cioè con il nastro adesivo.. Più o meno tiene. Riesco a raggiungere Siena. Vado prima dal negozio di bici. Gli mostro il problema. Lui non può fare niente, non ha l’attrezzatura, mi consiglia di andare dal ferramento. Il ferramento vede il mio carrello e mi chiede perché il negozio di bici mi ha mandato da lui. Sarebbe meglio di andare da un autofficina. Quando il meccanico vede il mio problema, dice che magari mi aiuterebbe ma non ha materiele per fare saldature. Mi consiglia di andare dal fabbro. Ma il fabbro è in vacanza. Il vicino del fabbro mi dice che posso andare dal caldaia. Il caldaia c’è, ma mi dice subito che lui non può fare niente. Ma sicuramente in una carozzeria sapranno risolvere il mio problema. La carozzeria mi afferma subito che il meglio per me è di andare dal negozio di bici…
Cosi dopo una mezza giornata a girare da tutti gli artigiani della città, non avevo risolto il mio problema e di Siena, avevo visto solo le zone artigianali della periferia. Così, visto che nessuno vuole aiutarmi, basta con la perdita di tempo e salgo un po’ a scoprire la città. Madonna, che contrasto! Arrivo per caso direttamente sulla piazza del Campo. Grandiosa.. Non mi aspettavo a questo.. E tutta la città, arrampicata sulle sue colline, con le sue case di mattoni rossi strette. Circondate di giardini con gli olivi. E al di là le mura, si vede la campagna toscana. Mi piace troppo una città cosi, mezzo alla campagna. Mi ha fatto impressione Siena. Ma il mio problema non è risolto. Alla fine mi decido a fare la riparazione io stesso. Compro alcuni atrezzi, una colla che, è scritto, è talmente forte che può attaccare la gente al soffitto. E torno verso Brenna dove ho lasciato la tende. Al peggio, manderò le cose che erano dentro il carrello per posta… E tornando, mezzo alla campagna, vedo scritto su un pannello : ‘lavora metale’ . Non l’avevo visto venendo e poi, avevo tanta fiducia nella capacità di Siena a risolvere il mio problema che nemmeno avevo cercato. Lì, lavora solo un uomo. Guarda un po’ il mio carrello. ‘Con questo vuoi fare il giro dell’Italia? E quando sei partito? L’altroieri.’ (è un po’ ridicolo quando si annuncia una cosa così grande ma appena iniziata) Communque mi dice che non sarà facile ma comincia subiti a fare la riparazione e dopo tre quarto d’ora è finito. E gratuito! Grazie mille Alessandro. Anche tu mi hai salvato. Ed ecco il carrellino che continua la strada con me!

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Terza tappa San Galgano-Brenna

Terza tappa20 agostoSan Galgano – Brenna 20 kmUna bella giornata quella! Stupenda, veramente. Come si fa che ho fatto solo 20 km? E dove si trova Brenna?Questa giornata ha cominciato subito bene. Verso le 4, mentre dormivo sotto le stelle, ecco che sento delle gocce.. La pioggia! Ho appena avuto il tempo di rifugiarmi dentro l’abbazia dove rimane un pezzo di tetto. La mattina, il sole era di ritorno e era particolare svegliarsi dentro queste monumentale rovine..

 

Poi ho avuto una meravigliosa idea. Al posto di seguire il percorso che mi aveva indicato Angelo, mi sono detto che potevo seguire una piccola strada lungo il fiume Merse che avevo visto sulla carta. Per arrivare a questa strada c’era prima una grande discesa. Arrivato li, mi accorgo che questa strada non è asfaltata. Ma non era troppa brutta e potevo farla con la bici. Piano piano proseguo, la strada diventa un sentiero con un po’ più di sassi. Si entra nella riserva naturale dell’alto Merse. Subito passato il pannello, sono circondato da una nuvola di mosche, tipo cafani, che si buttano su di me. Le metto in fuga con grandi gesti con l’asciugamano. Dopo 5 minuti se ne vanno via. Proseguo un po’, eccoli di ritorno! A diventare pazzo. Mi dico, forse sarebbe meglio tornare indietro. Ma penso alla grande salita che devo rifare, e preferisco andare avanti, dicendomi che forse se vado più veloce, le mosche non mi seguiranno più. Che brutta idea… Più vado avanti, peggio è la strada, ma più lungo anche il percorso se voglio tornare. Cosi proseguo, e ovviamente, accade quello che doveva accadere. Si rompe il carrello! In mezzo a una valle incontaminata e completamente selvaggia… Esattamente alla metà del sentiero, cioè era addesso cosi lungo se andavo avanti o indietro. La grosse galère… Cosi ho messo 4 ore ad uscire di là, trascinando una volta la bici, una volta il carrello. E sono arrivato a Brenna e mi sono posato lì. Basta!

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Seconda tappa Castiglione-San Galgano

Castiglione della Pescaia – San Galgano 80 km

Partenza alle 8.00. Prima di partire arriva il guarda del campeggio di ieri. Mi dice che si scusa, non aveva capito chi ero, non era stato avvertito. Poi aveva avuto una brutta serata con un turista che ha provocato un inizio di incendio e un altro che si è fatto scoppiare la bomboletta tra le gambe.. Finalmente sono stato fortunato di non dormirci in questo campeggio, era pericoloso!Mi accompagnano Angelo, Maurizio e Marino della FIAB per mostrarmi il cammino. Prendiamo delle carine stradine attraverso la campagna, vistiamo una tomba etrusca. Poi dopo, 40 km, Angelo mi mostra un paese arrampicato su una collina, Roccamassi, e dietro una montagna. Devi passare di là per andare a Siena… Il peso del carrellino, comincio gia ad averlo nelle gambe. Sicuramente faccio una brutta faccia perché Marino mi vede e mi propone di cambiare di bici e di portarmi il carrellino fino a Roccamassi, cosi sarà gia la metà della salita. Non dico io. E lui lo fa! Sotto il sole, mi tira il carrello fino alla fontana della piazza del paese. E non ha venti anni Marino.. Grazie mille Marino! Posso dirti che mi hai aiutato più che pensi.

Li mi hanno lasciato i ciclisti della FIAB. Ho aspettato tranquillamente le cinque e un po’ più d’ombra per far il resto della salita. Che era più corta che pensavo. Bella sorpresa. Poi sono sceso verso San Galgano e mi sono addormentato semplicemente con il sacco a pelo sotto l’abbazia.

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La partenza

La partenza

Che inizio di Giro! Sono appena partito da 4 giorni e gia c’è da dire. Grazie al mio simpatico carrellino. Ho avuto la buona idea di attaccare un carrellino giallo alla mia bici per far simpatico. Ma non mi facilita le cose.. Gia appena prima di partire, il 17 sera, raggiungendo Festambiente dalla stazione di Grosseto , la ruota del carrello si rompe in mezzo ai campi. Per fortuna, durante la serata, al stand Ecomotion di Festambiente, ho incontrato Giacomo, che vende tanti veicoli elettrici e robe a energia solare. Mi ha proposto di passare alla sua officina l’indomani per fare la riparazione. Io non ci credevo ma il suo padre ha fatto dei miracoli! Ed ecco di nuovo il mio carrellino pronto per la partenza. Un gran grazie ad EcoMotion ed a GoriOfficina. E per di più EcoMotion m’ha dato un ricaricatore solare per il mio computer di tasca. E quasi il mio primo sponsor!

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Prima tappa

Festambiente – Castiglione della Pescaia 30 km Comunque alle 17.30, ero pronto per la partenza. Mi hanno accompagnato una quindicina di ciclista della FIAB Toscana. C’era anche Alessandro, un altro “girista”, che lui si prepara a fare il giro del Mediterraneo! Dopo 5 km siamo arrivati a Grosseto, poi per la pista ciclabile fino al mare e Castiglione della Pescaia proprio prima la notte. Là, Legmabiente era riuscita a trovarmi un campeggio gratuito ma sfortunatamente, sono arrivato alle 20.00 e l’accoglienza chiudeva alle 19.00. Ma il guarda ma indicato un posto proprio accanto al campeggio dove ero bene lo stesso.

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